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“chi di noi potrà dimenticare questo vecchio, frenetico di dolore e di gelosia, che si leva ora fieramente a custodia di quella tomba da lui così selvaggiamente spalancata.
E’ lui che l’ha uccisa ma è lui che sta a custodia di quella tomba così selvaggiamente spalancata e sbarra il passo ai profanatori, impedendo che altri vada a sparger dei fiori, i fiori dell’onta e del peccato. Solo i fiori di quei che la copre debbono arricchire, solo la lampada che egli vi ha acceso deve ardervi innanzi, e dal fondo orrendo del carcere e della disperazione che lo dilania, Porrelli grida: quella tomba è mia, è mia figlia; egli solo, egli che vorrebbe essere nel sonno mortale di quella sua creatura, ribelle e sventurata, il puro sonno della gioventù, per rianimarla: egli che ha invocato il perdono di dio, aspetta da voi giudici il perdono degli uomini”.

[Giovanni Porzio]

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“chi di noi potrà dimenticare questo vecchio, frenetico di dolore e di gelosia, che si leva ora fieramente a custodia di quella tomba da lui così selvaggiamente spalancata.
E’ lui che l’ha uccisa ma è lui che sta a custodia di quella tomba così selvaggiamente spalancata e sbarra il passo ai profanatori, impedendo che altri vada a sparger dei fiori, i fiori dell’onta e del peccato. Solo i fiori di quei che la copre debbono arricchire, solo la lampada che egli vi ha acceso deve ardervi innanzi, e dal fondo orrendo del carcere e della disperazione che lo dilania, Porrelli grida: quella tomba è mia, è mia figlia; egli solo, egli che vorrebbe essere nel sonno mortale di quella sua creatura, ribelle e sventurata, il puro sonno della gioventù, per rianimarla: egli che ha invocato il perdono di dio, aspetta da voi giudici il perdono degli uomini”.

[Giovanni Porzio]

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